Lunedì 9 novembre, Le Iene, famosa trasmissione televisiva, ha portato le sue telecamere nel territorio del Salento per capire meglio cosa stia succedendo e per cercare risposte concrete contro la malattia che ha colpito gli ulivi di quelle terre: la Xylella. La Portavoce dei contadini nel servizio giornalistico è la bravissima Nadia Toffa. Chi ha visto il servizio, sicuramente, concorderà sulla follia di eradicare gli ulivi secolari, veri simboli del nostro patrimonio culturale.
La Xylella è un batterio che vive e si riproduce nella linfa della pianta ospite, spesso, causando conseguenze letali. Dal 1994 sta devastando gli agrumeti brasiliani e di recente ci sono state delle segnalazioni del batterio in Italia, negli uliveti salentini.Quella italiana è la prima segnalazione di Xylella sugli ulivi. L’ UE, per contrastare tale batterio, sta obbligando l’ Italia ad abbattere centinaia di ulivi infetti e non. Molti di questi ulivi sono piante ultracentenarie e patrimonio dell’ UNESCO. Quella europea è una soluzione drastica, visto che di recente è stata trovata una cura per la Xylella.
Il presidente dei dottori agronomi della provincia di Brindisi, intervistato, ha sottolineato come le disposizioni dettate  dall’UE non risolvano il drammatico problema. La ricerca effettuata da uno studio agronomico della provincia di Foggia, rivelatosi poi molto interessante ai fini di combattere la piaga, sembra che sia riuscito a curare un uliveto attaccato da questo batterio, facendo rigermogliare piante che, dopo l’attacco, sembravano scheletri. Il fatto non viene però preso in considerazione dalle autorità preposte che preferiscono obbedire alla UE e distruggere il patrimonio olivicolo di quella terra. Lo studio ha spiegato di aver operato solo con tecniche previste in un normale protocollo di una corretta coltivazione, quali, ad esempio: potature per eliminare il secco, concimazioni, arature, lavorazioni del terreno varie…  Se ciò corrispondesse alla verità, perché non approfondire la cura e sospendere l’abbattimento degli alberi?

Dopo aver distrutto tante risorse agricole nel nostro paese vogliamo continuare su questa strada? Vogliamo costringere tanti contadini a rinunciare in lacrime a quelli che loro chiamano “figli”? D’altronde, se investi un’intera vita ad occuparti di “qualcosa” con dedizione e sentimento, quel qualcosa, per te, inevitabilmente diventa “qualcuno”.

#SalviamoGliUlivi

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